Il Referendum, il cittadino disperato e…le supercazzole volanti.

Il Referendum, il cittadino disperato e…le supercazzole volanti.

 

Questa ve la devo raccontare. Fresca fresca di stamattina. Per dire il grado di disperazione del cittadino in questa melassa di supercazzole che emanano i mass media mainstream… dove un cittadino sano di mente non riesce a capire che cosa voglia dire uno dei tanti tuttologi referendari che pullulano nei mass media, e che non riesce ad esprimere un concetto argomentato e fattuale, ma solo apodittiche affermazioni senza alcun riscontro, ma solo sul “pericolo”, sul “rischio”, bla bla bla…

Bene. Stamattina quindi, sto per entrare al municipio del mio comune di residenza, per una info. Quando una delle due persone sull’uscio della porta d’entrata (di una entrata secondaria; presumo dipendenti comunali), mi chiede “preliminarmente” se al referendum votassi  SI o NO. Preso alla sprovvista, mi riprendo un attimo dalla “sorprendente” domanda, e il gentile signore mi precisa che non vorrebbe essere indiscreto, ma non ci sta capendo più niente, inondato (lui e tutti noi) di “supercazzole volanti”.

Guardi, gli dico, ho appena scritto un articolo per il quotidiano sul quale ho il piacere di scrivere, proprio su questo tema. Ma sarebbe troppo lungo spiegare, e la capisco. Facciamo così: le faccio un esempio. Immagini che nella pazzia ormai che si respira nell’aria (v. guerre varie dei “buoni”), ci trovassimo di fronte ad un referendum di questo tipo: “Siete per il parto naturale o il parto cesareo?”. Il signore mi guarda sbigottito, e prima ancora che dica qualcosa, lo fermo subito e gli dico che appunto siamo di fronte ad un quesito, che, se non si hanno competenze mediche, è assolutamente improbabile, scegliere di poter decidere per il meglio, non avendo appunto competenza medica.

Ecco, continuo io, il referendum cui ci accingiamo a votare nei prossimi giorni, è di questo tipo. Se non si hanno competenze giuridiche, sarà ben difficile decidere per il meglio. E quando non si hanno competenze su una qualche cosa, di solito si chiede a qualche amico. In questo caso il “nostro amico” è il partito politico di riferimento. Quale che esso sia. Ergo il voto referendario si trasforma automaticamente in un voto politicizzato, e non certo un voto scelto perché il cittadino ci capisca qualcosa. Praticamente una “truffa” referendaria, rispetto alla comprensione dei cittadini. Infatti, come fa un cittadino, “non attrezzato giuridicamente”, a votare con scienza e coscienza su una qualche cosa che non capisce? Ed ecco che non si può chiamare referendum, perchè di fatto si vota come vuole il partito di riferimento, ipso fatto quindi il voto è politicizzato e non referendario. Punto.

Torniamo quindi al signore, mio improvvisato interlocutore, e gli chiedo se avesse contezza di cosa sia il Csm e le correnti della magistratura. Il signore mi guarda strano e mi confessa che non capisce nulla. Ecco, dico io: é questo il problema. Nella sua condizione, io credo che il 90 per cento degli italiani sia disperato. Allora gli dico che il vero nodo della questione è il “sorteggio”. E cerco di illustrargli il complicatissimo meccanismo, con un esempio facile facile.

Immagini che qui al comune, tutti i dipendenti comunali debbano “eleggere” il dirigente dell’ufficio personale, dal quale dipendono carriere, trasferimenti, assegnazioni, sanzioni disciplinari varie, del personale comunale. E si presentano 3 dirigenti, che sono a capo di rispettive cordate (le correnti della magistratura), quali sono i dipendenti comunali iscritti formalmente a dette cordate (i magistrati iscritti).

Alle elezioni per il capo dell’ufficio personale, vince il dirigente della cordata n. 1. Le faccio una domanda? Secondo lei, il dirigente potrà mai essere imparziale trattando le pratiche dei dipendenti comunali? Oppure per i dipendenti comunali appartenenti alla propria cordata, in modo certamente “inconscio”, ma umano, ha inevitabilmente “un approccio” diverso?

Se invece il capo del personale viene sorteggiato fra tutti i dirigenti, il dirigente sorteggiato ed estratto, non deve ringraziare nessuno e applicherà le normative sui dipendenti, nonché e soprattutto le promozioni e incarichi da dare: certamente con animo più sereno ed imparziale. Ecco. il problema è tutto qui.

Bene, dopo questa illustrazione, il signore, mio interlocutore per caso, mi disse: “Ho capito! Lei merita cha la accompagni all’ufficio dove deve andare”.

Fu così, che invece di girare per corridoi a chiedere come risolvere il mio problema, mi sbrigai la commissione in un batter d’occhio. Non credevo ai miei occhi.

Ah! Signora mia, ma che opera buona ho compiuto. Non trova? Sono davvero felice.

Mi domando i restanti nostri connazionali che non ci hanno capito nulla, se troveranno mai un “interlocutore per caso” (io) che abbia tempo e pazienza per illustrare un minimo sindacale di comprensione del quesito referendario, senza rimettersi (il povero cittadino disperato) mani e piedi al suo partito di riferimento, che ovviamente fa politica e non informazione compiuta.

Massimo Piccolo

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