“pro pal”, “anti isr”, e…Orwell

“pro pal”, “anti isr”, e…Orwell

 

Quello che vedete sopra il titolo, è una piccola parte di un articolo di un quotidiano italiano a tiratura nazionale, del giorno 13-03-2026. Non ha importanza quale sia il giornale, lo fanno tutti o quasi. Che cosa fanno i mass media? Si riferiscono alle persone che sono “pro” Palestina, e cioè “pro” palestinesi, indicandole (genericamente) come “pro pal”.

Invece, quando si deve indicare l’esercito israeliano, come durante il genocidio di Gaza (definizione a cura dell’ONU, Ei fu…) si riportava sui giornali, l’acronimo “Idf”, che significa “Israel Defense Forces” (Forze di Difesa Israeliane, in sostanza, l’esercito israeliano).

Come potete notare sopra, nel pezzettino di articolo che ho riportato, i mass media si sono…“evoluti”. Adesso per indicare i pro Palestina, lasciano sempre l’assurda denominazione di “pro pal”, che è appunto un assurdo linguaggio neolinguistico per confondere e non far capire, invece di pro Palestina, che invece si comprenderebbe immediatamente (v. avanti, Orwell).

Quindi, con l’assurda denominazione di “pro pal”, si induce il lettore/telespettatore di mass media, a non comprendere bene di che cosa si stia parlando, e per giunta, “a occhio”, é portato a dare una implicita accezione negativa a tale acronimo.

E’ un po’ come il folle periodo del Covid (v. avanti). Se tu dici a uno che ha “l’influenza”, sai di che si parla, ed è una definizione ormai familiare per tutti. Ma se tu dici a uno che ha “il Covid”, quello immediatamente si spaventa ed è facilmente manipolabile. Vuoi mettere?

Per la definizione di covid rimando ad un mio vecchio (ormai) articolo, dove appunto spiegavo che l’acronimo “covid”, non significava altro, che fosse una malattia della famiglia dei coronavirus (sars-cov-2), cioé una malattia influenzale più o meno forte. Ma giusto per chi non lo avesse letto, lo riporto qui di seguito: “COronaVIrus Disease 19”. E cioè: la malattia del virus corona, dell’anno 1919.

Ma tornando alle denominazioni si cui sopra. Per indicare quelli che sono anti-israeliani, oggi si scrive letteralmente: “anti-israeliani”. Sembra una sciocchezza vero? Invece non lo è. Mi spiego.

Domanda-1: quanti di voi cortesi lettori sanno che significa “pro pal”? Io non credo di andare molto lontano dal vero dicendo che la maggior parte degli italiani non ne conosce il significato.

Domanda-2: quanti di voi cortesi lettori sanno che significa “Idf”? Idem come sopra.

Bene. Quindi se un mass media scrive (o cita) “pro pal”, difficilmente il lettore sa di cosa si stia parlando; se invece si scrive “anti-israeliano”, il cortese lettore/telespettatore, capisce subito che c’è qualcuno che è contro Israele.

Dire voi, ma così si capisce meglio. Certamente. Il problema è, che quando scrivi “Idf”, si parla di attacchi dell’esercito israeliano ai civili di Gaza. Quindi di “cose brutte” che fa Israele contro civili inermi, e quindi non si deve capire; quando invece scrivi “anti-israeliano”, si “deve” capire che qualcuno ce l’ha con Israele, ossia che Israele è una vittima. Se scrivi “anti isr”, chi lo capisce?

Morale: i “pro pal” sono sempre “pro pal”, e non si deve capire chi sono, e chi lo capisce, lo deve capire sempre in negativo. Se si devono descrivere invece gli israeliani: quando fanno “cose brutte” (per usare un eufemismo), i mass media li descrivono come “Idf” e non si deve capire; quando invece “si presume” che siano vittime dei “pro pal”, allora non si usa più “Idf” (per non far capire), ma si usa “anti-israeliano”, proprio per far capire chi sono…“i buoni”.

Lo so. Siete stramazzati al suolo, e vi sembra una questione di lana caprina. Errore.

Perché prima del modesto redattore di queste righe, uno certamente molto più importante di me, sulle parole aveva già avvertito “il resto del mondo”. Si tratta di George Orwell, che nel suo libro “1984”, affermava che “chi controlla il linguaggio, controlla il pensiero”.

L’uso continuo di acronimi e/o etichette, impoverisce il linguaggio comune, e “impedisce” di fatto l’elaborazione di concetti che hanno un minimo di costruzione mentale che possano “esplicitarsi” in spirito critico verso qualsiasi cosa. In particolare verso la narrativa del mainstream (mass media dominanti), ovvero verso chi detiene il “potere costituito” e anche a quello…“nascosto”.

Ed ecco che nel periodo folle del covid, chi appena appena cercava di esporre delle perplessità sul “vaccino sì, vaccino no”, e tentava di argomentare ed esporre un minimo di perplessità: era un “disturbo” per il potere costituito (palese e nascosto), e immediatamente veniva etichettato come “NO-vax”, impedendo di fatto l’esposizione di un pensiero compiuto a chiunque dissentisse dalla narrativa imperante (SI-vax).

Esattamente come aveva descritto Orwell quasi 100 anni fa. Meditate gente, meditate…  Ah! Signora mia… dove arriveremo mai.

Ah! Per chi non avesse letto il libro di orwell, vi incollo un link davvero molto interessante che spiega in poche parole il senso e il contenuto del libro “1984”.

Massimo Piccolo

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(Orwell)

https://www.spazio1984.it/2025/04/03/la-neolingua-di-1984/

 

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