Il quotidiano di Travaglio, il “fatto quotidiano”, ha pubblicato domenica scorsa (15-03-2026) un resoconto del forum per il “NO-Ref”, che si è tenuto nella propria redazione, con ospiti illustri, quali i magistrati Nino Di Matteo (D) ed Henry John Woodcock (W). Leggendo il resoconto, ho avuto un sobbalzo. Infatti, mai mi sarei aspettato che le risposte dei due magistrati potessero portare argomenti a favore del “SI-Ref.” Lo so, chi ha letto il resoconto mi starà dando dello smemorato.
Ma se leggiamo “attentamente” le risposte e soprattutto mettendo meglio “a fuoco”, alcune risposte volutamente “sfuocate” e “timide”, ho pensato che, per l’eterogenesi dei fini, non si siano accorti (i magistrati intervenuti) che, immagino inconsapevolmente, stessero portando acqua al mulino dei “SI-Ref”. Mi spiego meglio.
Dell’argomento delle carriere, nel Forum, non scrivo, perché è solo uno specchietto per le allodole… Ma veniamo al pericoloso nocciolo della questione. W ha affermato che, “Ma la vera abnormità è il sorteggio”…, “Se dovesse vincere il Sì, i magistrati saranno l’unica categoria professionale che non potrà scegliersi i propri amministratori”. E qua c’è già una prima correzione di rotta, di quanto W ha invece affermato durante il confronto Tv con Mulè, del quale ho riferito in un mio precedente articolo. Infatti in quella sede (La7), con Mulé, W parlò della impossibilità di scegliersi i propri “rappresentanti”.
Ora invece li chiama “amministratori”. Ma amministrare significa: “Chi amministra, chi ha cioè la gestione, e cura il buon andamento, degli affari, pubblici o privati, di una società, di un ente, di un’azienda, ecc..”. (Treccani). Il Csm, non deve amministrare affari, ma è solo un grande “ufficio del personale” di tutti i magistrati italiani. Non deve curare gli affari di nessuno. Ma non mi dilungo.
Il W continua dopo qualche riga, facendo un paragone fra “le mele e le pere”, ossia fa un paragone davvero improprio; in quanto secondo lui: “Allora mi chiedo: ma perché i cittadini di un Comune sciolto per mafia possono tornare a eleggere i loro rappresentanti e i magistrati no?”. A parte l’implicito e poco elegante paragone tra il Csm e il consiglio comunale sciolto per mafia, al noto magistrato, sfugge la differenza tra i due consessi.
Uno prettamente amministrativo e composto solo da “togati” e “laici” (il Csm), ma non mi dilungo, e invece il consiglio comunale, quale espressione legislativa locale, composto da tutte le categorie di cittadini. Ancora W: “Non sono mai stato iscritto ad alcuna corrente”. E gli da manforte D : “Sapete perché i principali bersagli delle critiche durante questa campagna siamo io – anche se mi dispiace autocitarmi – Henry e Nicola Gratteri? Perché non possono dire che siamo espressione del sistema delle correnti”.
Corbezzoli! Ma allora il “Sistema” delle correnti, parafrasando uno slogan politico degli anni di piombo: è vivo e vive (orig.: Lotta) insieme a noi? Continua D, a voler rafforzare il concetto: “Siamo stati vittime delle degenerazioni delle correnti”. Accipicchia, ma allora queste correnti, facevano (e fanno) ancora danno? Ancora D: “sosteniamo il No, perché in gioco c’è un principio più importante: l’equilibrio dei poteri di tutela delle minoranze”. Cavolo, ho pensato, ora ci dice di quali minoranze parla D, che io stimo incondizionatamente. Invece, silenzio.
Non vorrei fare l’esegeta di ciò che ha affermato D, ma immagino, ragionevolmente, che intendesse riferirsi alle “correnti”, ancorché minoritarie del Csm. Ma D, con il pudore che lo contraddistingue, non ne ha fatto cenno. La domanda sorge spontanea: ma ste correnti hanno momenti di degenerazione, come D ha sopra affermato, oppure no? Decidiamoci.
Continua D, inconsapevolmente a favore dei “SI-Rev”:
- “Per quanto mi riguarda, solo i primi due o tre anni della mia carriera sono stato iscritto a una corrente, cioè il Movimento per la giustizia fondato da Giovanni Falcone. Fu una scelta dettata dal fatto che per me Falcone è un punto di riferimento. Poi però sono uscito e ho continuato a partecipare alla vita associativa – anche da presidente dell’Anm di Palermo e poi al Csm – senza essere iscritto ad alcuna corrente. Alcuni mesi fa mi sono anche dimesso dall’Anm, perché ritengo risenta ancora dell’influenza delle correnti”.
Mammamia! Non so se D si è reso conto di quanto ha detto. Praticamente Egli ha “affondato” sia le correnti, e ora pure l’Anm. Cioè, Egli, con il suo “NO-Ref”, vota contro chi vuole cambiare il “Sistema”, adducendo però controdeduzioni che fanno a pezzi, il suo stesso ragionamento. Non ci posso credere. Cartesio, si starà rivoltando…da qualche parte.
Cartesio, notoriamente diceva che se A è legato a B, e B è legato a C, allora A è legato a C.; ma il Nostro D contro deduce che il “sistema” A (correnti interne) legato a B (alla magistratura ) non é legato a C (alla patologia degenerativa). D ne deduce in modo poco razionale, che non vuole cambiare il “sistema” patologico con il “SI-Ref”. E preferisce lasciare lo stato di cose come lui stesso (D) ha negativamente descritto sopra.
Infine, in ultimo, D chiosa “giustamente” dicendo che: “Secondo me i magistrati per il Sì sono una minoranza. In certi casi si tratta di colleghi rimasti un po’ fuori dal sistema di potere, com’è avvenuto per molti di noi che voteranno No”.
Incredibile, D sta letteralmente affermando che il sistema di potere penalizzava alcuni magistrati, con il sottinteso, a prescindere dal merito: e quindi voterà “NO-Ref. Non ci posso credere…
Mi fermo qui per carità. Non vorrei infierire. Ma davvero, a leggere tutto il “Forum” di Travaglio, non si può non rimanere disorientati. Ovviamente non posso riportare tutto il forum, per ovvi motivi di lunghezza e di copyright, ma questo che ho riportato è in fondo il nocciolo della questione.
Signora mia, sono davvero sorpreso. Mi auguro che…”almeno lei, nell’universo” (Mia Martini), non si faccia del male da sola…
Massimo Piccolo
