ROMA – Formazione, lavoro e politiche fiscali al centro del confronto istituzionale ospitato alla Camera dei Deputati, dove si è svolto l’evento “Impatto Formazione Lavoro”, dedicato agli effetti della Legge di Bilancio 2026 su imprese, occupazione e sistema economico. L’iniziativa, tenutasi nella Sala Giuseppe Tatarella di Palazzo Gruppi Parlamentari e promossa da Training Academy e Gruppo G&A, ha riunito esponenti politici, accademici e professionisti per analizzare le principali novità della Manovra e le loro ricadute sul mercato del lavoro.
I protagonisti del confronto
A intervenire nel corso dell’evento sono stati:
- On. Andrea Mascaretti, componente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati
- On. Guerino Testa, componente della VI Commissione Finanze
- On. Andrea Volpi, componente della XI Commissione Lavoro
- Prof. Elbano De Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
- Prof. Francesco Amendolito, professore straordinario di Diritto del Lavoro e Relazioni Sindacali presso l’Università LUM
- Dott. Gianfranco Ginefra, funzionario legislativo dei Gruppi parlamentari della Camera
- Dott. Stefano Ruvolo, presidente nazionale di Confimprenditori
- Dott. Antonio Capitani, esperto nel settore della formazione e delle politiche del lavoro
A moderare il dibattito è stata Enrica Bellomo, direttore generale di G&A Holding.
Le novità della Manovra 2026
Al centro del confronto le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, con particolare riferimento ai premi di risultato e agli strumenti di incentivazione.
Tra i punti principali emersi:
- riduzione dell’imposta sostitutiva
- aliquota agevolata all’1% per il biennio 2026-2027
- aumento del limite agevolabile fino a 5.000 euro annui
Misure pensate per incentivare la produttività e favorire modelli organizzativi più efficienti e orientati ai risultati. Durante l’incontro è stata inoltre evidenziata una correlazione significativa tra welfare aziendale e crescita del fatturato, con performance migliori nelle imprese che adottano strumenti incentivanti.
Formazione e competenze: una priorità strategica
Un tema centrale emerso nel dibattito riguarda la necessità di rafforzare le politiche di formazione continua. Permangono infatti criticità legate alla carenza di interventi strutturali, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle competenze dei lavoratori lungo tutto l’arco della vita professionale. Particolare attenzione è stata posta ai lavoratori tra i 40 e i 50 anni, spesso più esposti alle difficoltà di ricollocazione in un mercato del lavoro in continua evoluzione. Da qui l’urgenza di investire in programmi di upskilling e reskilling.
Bellomo: “La formazione è un investimento”
A guidare il confronto è stata Enrica Bellomo, che ha mantenuto il focus sugli impatti concreti delle politiche economiche.
Nel suo intervento ha sottolineato: “La formazione non rappresenta un costo, ma un investimento strategico per la competitività delle imprese.” Bellomo ha inoltre evidenziato come l’integrazione tra incentivi economici e percorsi formativi strutturati possa incidere in modo significativo su produttività, engagement e fidelizzazione dei lavoratori.
Un ponte tra istituzioni e imprese
L’incontro ha confermato il ruolo centrale della formazione nel nuovo equilibrio tra lavoro e crescita economica. Dal confronto è emersa la necessità di politiche sempre più mirate e condivise, capaci di rispondere alle trasformazioni del mercato e alle nuove esigenze del sistema produttivo. In questo contesto, il dibattito alla Camera si è configurato come un importante momento di raccordo tra visione normativa e applicazione concreta, rafforzando il dialogo tra istituzioni e imprese.
