In questi primi giorni dell’anno, i messaggi di auguri e buone intenzioni si sprecano… In verità, ho avuto modo di vedermene recapitato uno, che mi ha colpito.
Pare (pare sempre) che sia una antica preghiera. Ho fatto le ricerche del caso (come è mia buona abitudine – andare sempre alla fonte -), ma non sono riuscito a trovare l’origine di queste bellissime parole. Resta però il fatto che ogni parola dovrebbe essere scolpita nella mente di ognuno, per ricordare che è meglio godersi ciò che abbiamo, che inseguire l’effimero e…l’irraggiungibile superfluo.
Purtroppo la società capitalista, con la manipolazione diabolica dei mass media, in mano a pochi oligarchi che condizionano la vita delle persone, ha instillato nelle menti dei più (e meno attrezzati), che si deve rincorrere il profitto, per avere sempre di più.
Praticamente una follia bulimica del “possesso”, che ti fa correre sempre avanti per un traguardo immaginario che non raggiungeremo mai. In quanto umanamente impossibile da raggiungere.
Ma bando alle chiacchiere. Vi riporto questa preghiera, che vale il tempo della lettura, ed anche oltre…
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(antica preghiera)
- E che cosa vuoi che l’anno che viene ti porti?
- Niente, non voglio che mi porti niente.
- L’unica cosa che voglio è che non mi tolga nulla.
- Che non mi tolga il tetto che mi protegge, il piatto che mi nutre, la coperta che mi scalda, la luce che mi guida, il sorriso delle persone care, la salute come un tesoro, il lavoro come mezzo di sostentamento, l’amicizia, la compagnia, gli abbracci e i baci.
- Che non mi tolga i sogni, né i pezzi di cuore, fatti di persone, che porto dentro di me.”
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Buon anno a tutti. Ah, dimenticavo, il titolo dell’articolo (la località è inventata di sana pianta) non ci azzecca nulla. Era solo per attirare l’attenzione di coloro che sono adusi alla “pruderie” e che sennò non avrebbero letto l’articolo e si sarebbero persi le parole della preghiera.
Meditate gente, meditate…
Massimo Piccolo
