Con Baby Gang 74 – Ragazzi a caccia di uomini, Gabriele Lanci riporta alla luce un episodio realmente accaduto a Lanciano nel 1974, trasformandolo in un romanzo potente e disturbante, capace di interrogare il lettore senza offrire soluzioni rassicuranti. La vicenda prende le mosse da un clima di paura collettiva, innescato da presunti episodi di violenza e dalla morte di un ragazzo, e si sviluppa attraverso la formazione brutale di un gruppo di adolescenti che decide di farsi giustizia da solo.
Ragazzi, strada e violenza: una formazione deformata
I protagonisti sono ragazzi poco più che bambini, cresciuti in una provincia dura, in cui la strada diventa scuola, tribunale e rifugio. La “caccia” agli uomini considerati colpevoli non è solo un atto di violenza fisica, ma il sintomo di un vuoto educativo, affettivo e istituzionale. Lanci racconta un’adolescenza deformata, segnata da maschilismo, ignoranza, paura del diverso e desiderio di affermazione, restituendo un affresco crudo e privo di compiacimento.
Una lingua che non addolcisce
Lo stile narrativo è diretto, spesso spigoloso, volutamente privo di filtri. Il linguaggio aderisce ai personaggi, ne restituisce il pensiero, la brutalità e le contraddizioni, senza mediazioni moralistiche. Dialetto, turpiloquio e ritmo serrato contribuiscono a creare una forte immersione nel contesto sociale e culturale dell’epoca. È una scrittura che non cerca di piacere, ma di essere vera.
Il confine fragile tra bene e male
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la capacità di mostrare l’ambiguità morale che attraversa l’intera storia. Non ci sono eroi né veri colpevoli assoluti. Anche chi esercita violenza lo fa convinto di “ripulire” un territorio, di proteggere i più deboli, in una spirale pericolosa in cui il confine tra giustizia e barbarie si dissolve. Il lettore è costretto a confrontarsi con domande scomode: chi educa? chi protegge? chi decide cosa è giusto?
Un romanzo che parla anche al presente
Pur ambientato negli anni Settanta, Baby Gang 74 dialoga apertamente con il presente. Il tema della giustizia fai-da-te, del branco, della costruzione del nemico e della violenza come linguaggio identitario è drammaticamente attuale. Lanci ci ricorda come certe dinamiche non appartengano solo al passato, ma tornino ciclicamente quando la società abdica al proprio ruolo educativo.
Baby Gang 74 – Ragazzi a caccia di uomini è un romanzo scomodo, necessario, che non cerca assoluzioni né consolazioni. Un’opera che chiede al lettore di restare, di non distogliere lo sguardo, di interrogarsi sul peso delle responsabilità individuali e collettive. Un libro che lascia il segno proprio perché rifiuta ogni facile pacificazione.
