Apprendo dalla stampa, che alla Signora Nicole Minetti, è stata concessa la Grazia dal fratello di Pier Santi Mattarella, che protempore siede nella sede che fu dei Papi, e che ora invece è sede dei “papi 2.0” della Cosiddetta Repubblica italiana, ma che dei papi (non parlo di Berlusconi) gli é rimasta “l’aura” della infallibilità, infatti chi osa alzare un sopracciglio su quanto “dixit” la persona fisica protempore che siede sul quel (ex?) trono, viene immediatamente additato al pubblico ludibrio, salvo ripensamenti.
Il caso di scuola è quello del famoso ex capo dei 5S, che all’inizio della sua avventura politica voleva addirittura far mettere in stato d’accusa il “protempore”, e finì, dopo qualche annetto di “rodaggio”, a fare il rappresentante speciale di non so più quale incarico UE nel mondo. Orrore!
Altro caso di scuola, sono i politici (in senso lato) che ad ogni “dixit” immediatamente si sperticano di lodi, ed è un tutto: “Ha perfettamente ragione”, “è giustissimo”, “è innegabile”, mi fermo che già mi trema il dito con il quale digito.
Apprendo dai media (io apprendo sempre, sono un uomo semplice e non presuntuoso), “che la condanna della Minetti é definitiva dal 2022, ma per tre anni è rimasta sospesa in attesa che a dicembre 2025 il giudice di sorveglianza esaminasse la richiesta di servizi sociali. E anche lì si è bloccato tutto, con la richiesta di Grazia, poi accolta dal Colle. Quindi la Minetti non ha ancora scontato un solo giorno di pena”.
Per i pochi (o molti) che non la conoscono, la Signora in questione è una ex igienista dentale, ex consigliera regionale della Lombardia del Pdl (popolo delle libertà), persona di fiducia di Silvio Berlusconi, alla quale era stata “consegnata” dalla Questura di Milano la “piccola Ruby” (al secolo Karima El Mahroug), successivamente “riconosciuta” dal Parlamento italiano (con rispetto parlando), quale “nipote di Mubarak”.
Vi risparmio tutte le questioni giuridiche. Il fatto é, che, come appresi a suo tempo da un mio vecchio amico, che la norma è come la pelle di una parte delicata del corpo umano: la porti dove vuoi tu. Ciò confidatogli da un “addetto ai lavori” di quelli scafati.
A tal proposito, tempo fa mi è venuta una “illuminazione” che mi permetto di estendere al cortese lettore, giusto per comprendere meglio il senso di quanto sopra. Qualcuno di voi ricorda la scena dell’ombrello del film “A beautiful mind”? No? Ve la dico io (l’ho ricercata su you tube per essere più preciso, e vi riporto il link in calce).
Ad un Party, in un giardino, ci sono i due protagonisti, e la ragazza dice al protagonista che ha contato le stelle del cielo ed era arrivata a contarne qualche migliaio. A questo punto il protagonista chiede alla ragazza di scegliere una forma, e lei, perplessa, sceglie la forma dell’ombrello.
Dopo di che il protagonista si accosta a lei, le prende la mano e il braccio, e lo accosta al suo, e disegna nel cielo, unendo le stelle, un ombrello. Un po’ come si fa nella settimana enigmistica nel gioco di “unisci i puntini”.
Ecco. Questa è l’idea che mi sono fatto della legge (della norma). Ogni giudice unisce le stelle/puntini in base alle sue convinzioni. Altrimenti come si spiegherebbero sanzioni diverse dal primo grado, al secondo grado, financo in Cassazione?
Ma torniamo al “caso Minetti”. Da un monitoraggio che ho fatto personalmente con varie persone, conoscenti, amici e chiacchiere da bar, ho potuto ascoltare un unico commento, ossia che aveva ragione Alberto Sordi nel film Il Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma Io so’ io, e voi non siete un ca…o”.
Signora mia, ma dove siamo arrivati… Come dice? Ancora nun semo arrivati? Orrore!
Massimo Piccolo
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- (Clip della scena dell’ombrello)
https://www.youtube.com/watch?v=HaL4FwhzJEY
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