Ponte Morandi, condanne e…”pochette”.

Ponte Morandi, condanne e…”pochette”.

 

Ponte Morandi crollato il 14 agosto 2018.

“…abbiamo già anticipato che avvieremo la procedura di revoca della concessione alla società autostrade. Chiameremo quindi (…incomprensibile…) al di la di quelle che sono le verifiche (…incomprensibile…) verranno fatte in sede penale, quindi lasciamo ovviamente alle autorità responsabili delle investigazioni penali, di fare il loro compito, ma noi non possiamo attendere i tempi della giustizia penale. Noi abbiamo l’obbligo di far viaggiare tutti i cittadini in sicurezza, quindi ci muoviamo per nostro conto, e disporremo la recente revoca della concessione delle autostrade…”.

(Ipse dixit “l’uomo in pochette” il 15 agosto del 2018 dopo una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri nella prefettura di Genova)

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  • (Dichiarazione dell’uomo in pochette, alla prefettura di Genova il 15 agosto 2018)

https://www.youtube.com/watch?v=3Hq4AGa8B9Y

Si è visto. Alla società autostrade sono stati dati un paccone di miliardi a spese della cdp, cioè a spese nostre, e lo hanno fatto passare come “allontanamento” della società autostrade medesima. Incredibile!

Invece di cambiare la legge, come fece il governo Prodi (o Berlusconi, non ricordo) a favore dei Benetton (meno obblighi – e meno costi – per la manutenzione), l’uomo in pochette e tutto il cucuzzaro lega-5Stelle, non furono capaci, di cambiale la legge, stavolta a favore degli italiani. Cioè, la legge si può cambiare solo se è a favore del privato, invece se è a favore della collettività (e della giustizia), non si può fare. Ma tu guarda un po’ che sfiga (che sfiga?!)

Per quanto concerne le condanne tanto sbandierate di ieri a una serie di individui: se ci sono voluti 8 anni per arrivare alla sentenza di primo grado, ce ne vorranno almeno altri 4 per il giudizio di appello, per non parlare della Cassazione. Come diceva l’economista John Maynard Keynes: “Nei tempi lunghi saremo tutti morti”.

Il tutto a babbo morto e non so se la prescrizione (che spero non si applichi, non ho approfondito) faccia in tempo ad ammazzare, oltre le condanne di primo grado, anche, per la seconda volta, le vittime del crollo del ponte. Purtroppo, il profitto a tutti i costi, pare non si possa fermare. Esso è una specie di alieno, che, come un virus distrugge le società civili, e si mangia letteralmente i popoli dove vige questo intoccabile “dogma”.

Il profitto, nelle società occidentali è diventato quello che era stato, e che pensavamo morto e sepolto della rivoluzione francese, il “princeps legibus solutus est”.  Ossia il privilegio dell’imperatore di non essere vincolato dal rispetto delle leggi civili, poiché egli stesso ne era la fonte.

Ecco, oggi, il “princeps” è diventato sua maestà l’imperatore: il profitto.

Il profitto, delle società/poteri forti, anzi fortissimi, pare che nessuno riesca a farlo rientrare in un perimetro di civile convivenza, e sembra “inaffondabile” nella sua geometrica potenza economica che non guarda in faccia a nessuno, e al quale pare che nessuno riesca mettergli il guinzaglio. D’altronde si sa: le ragioni del più forte, sono sempre le migliori.

Tranquilli, per qualche giorno ci sarà la gran cassa, e poi, la vicenda finirà nel dimenticatoio, nonostante “gli impegni“ presi dagli “uomini in pochette”, ben 8 anni fa, e con 2 governi dal medesimo presieduti. Non ci posso credere.

Ah! Signora mia: voglio morire.

Massimo Piccolo

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