SI CHIUDE LA QUINTA EDIZIONE DEL SOCIAL ENTERPRISE OPEN CAMP. OLTRE L’INCLUSIONE: IL MOTORE DEL CAMBIAMENTO PER UN’ECONOMIA GIUSTA E UN PIANETA SANO

SI CHIUDE LA QUINTA EDIZIONE DEL SOCIAL ENTERPRISE OPEN CAMP. OLTRE L’INCLUSIONE: IL MOTORE DEL CAMBIAMENTO PER UN’ECONOMIA GIUSTA E UN PIANETA SANO

Si è conclusa a Catania la quinta edizione del Social Enterprise Open Camp, evento internazionale dedicato all’imprenditoria sociale promosso da Fondazione Opes-lcef e da Consorzio Nazionale CGM, in collaborazione con Isola Catania.
A condividere le loro storie ed esperienze alcuni tra i più importanti esperti a livello mondiale in questo ambito. L’evento mette in dialogo realtà che si occupano di economia sociale grazie all’interlocuzione con esponenti della filantropia, accademici, i protagonisti della finanza e dell’impresa a impatto attraverso un percorso formativo e intensivo declinato in workshop, debate, tavole rotonde e keynote speech.
Ad aprire la mattinata l’intervento di Mario Calderini, Professore del Politecnico di Milano che ha parlato delle conseguenze delle politiche di inclusione. Queste si manifestano o con lo scetticismo e ritiro da parte delle aziende o con una vera innovazione trasformativa. “Negli ultimi 15 anni la sostenibilità è stata facile e vuota” – ha precisato Calderini. Ma cosa significa? “Le aziende per sviluppare la propria idea di sostenibilità hanno selezionato gli obiettivi più semplici in cui profitto e impatto, tendenzialmente, sono allineati. Si tratta principalmente di obiettivi verdi. Se tutto si riduce alla narrativa verde dell’ecologia, però, non si tiene in considerazione la dimensione sociale della transizione”. Non c’è da stupirsi se la narrativa che ruota attorno alla sostenibilità sia sempre stata verde. Questa, rispetto alla sostenibilità sociale, è più facile da misurare e consente di usufruire di incentivi e finanziamenti oltre a generare maggiori profitti. L’approccio dell’innovazione sociale dovrebbe andare verso un’inversione di rotta e abbracciare uno scopo differente. “Occorre guardare all’inclusione su larga scala. Se non integriamo l’innovazione in tutte le dimensioni del business, e se non applichiamo un modello di governance adeguato alle nostre idee, non otterremo modelli trasformativi di sostenibilità” – ha concluso Calderini.
La mattinata è proseguita con una riflessione sul tema del cibo che rappresenta uno dei più grandi paradossi del nostro tempo dal punto di vista dell’equità dell’approvvigionamento e della sostenibilità. Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute ha sottolineato la necessità di ripensare il sistema alimentare globale grazie a “soluzioni che sappiano coinvolgere l’intera comunità, le famiglie, le università, i centri di ricerca e i policy makers. È necessario rimodellare le politiche mettendo al centro la comunità e la municipalità. Attraverso il cibo possiamo ripensare il nostro mondo. Ogni volta che ci sediamo intorno a un tavolo instauriamo con esso una relazione con la comunità e con il cibo che ci identifica. Il sistema ha bisogno di essere trasformativo e di sviluppare e tradurre in azioni il concetto di ecologia integrale perché la longevità del pianeta ha bisogno dello sforzo di tutti”.
A seguire Georgina Wilson, Founder & CEO di BUD Leaders, realtà che supporta l’empowerment femminile ha offerto una riflessione sul futuro. “Soltanto attraverso l’azione si possono vincere le nostre paure” – ha rimarcato. Per farlo occorre creare alleanze potenti, dare maggior potere alle imprese sociali quando sono sottorappresentate assicurandosi che abbiano maggiori opportunità. A questo si aggiunge la possibilità di dare spazio a forme di sperimentazione e la capacità di resistere e adattarsi ai cambiamenti.
Ad Harish Hande, Founder di SELCO-India e Peter Holbrook, CEO di Social Enterprise UK il compito chiudere i lavori.  Entrambi hanno sottolineato l’importanza di essere comunità e ricordato agli imprenditori sociali che non bisogna sentirsi mai soli anche quando si attraversano momenti difficili. “Siamo più forti quando lavoriamo e collaboriamo insieme” – ha sottolineato Holbrook.
Al termine dei lavori sono stati premiati i 2 migliori progetti dei workshop che hanno coinvolto tutti i partecipanti per studiare progetti di implementazione dedicati ai 7 case studies di successo protagonisti in questa edizione del Seoc 2024. I progetti vincitori sono stati: Re-Esistente e Liquid Therapy.

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