Il fenomeno delle chiamate moleste e delle truffe digitali a cui stiamo assistendo nell’ultimo periodo si è ampliato con l’uso degli SMS. Oggi i cittadini non sono più bersagliati solo da call center aggressivi, ma anche da messaggi che simulano comunicazioni ufficiali di banche, enti pubblici o società di servizi. La vulnerabilità nasce dalla sorpresa e dall’urgenza indotta dal testo del messaggio. Per questo motivo, la difesa passa attraverso consapevolezza, strumenti di protezione e conoscenza dei propri diritti.
Le truffe si fondano sulla rapidità e sull’inganno. Indicatori ricorrenti:
- Numeri non identificati o non presenti negli elenchi pubblici.
- Pressioni psicologiche: urgenza nel decidere o nel cliccare su un link.
- Richieste di dati sensibili: PIN, password, coordinate bancarie.
- Errori linguistici e sintassi non professionale: tipici dei messaggi fraudolenti.
Strumenti di difesa immediata
- Bloccare il numero tramite le funzioni dello smartphone.
- Segnalare la chiamata o l’SMS su piattaforme dedicate o alla Polizia Postale.
- Non fornire mai dati personali al telefono o via messaggio.
- Educare i soggetti più vulnerabili, come anziani e minori.
- Non cliccare mai sui link che vi inviano a mezzo sms.
Le truffe via SMS (Smishing)
Il cosiddetto smishing è una forma di phishing che avviene tramite SMS. Ecco alcuni esempi concreti:
- Finti SMS Nexi: “È stata richiesta un’autorizzazione di pagamento da €1.570,00. Chiama subito il numero xxxx”. In realtà, il numero porta a finti operatori che chiedono codici di sicurezza.
- Finti SMS bancari: “URGENTE! Il tuo account bancario è stato sospeso. Clicca qui per verificarlo subito”. Il link rimanda a un sito falso che imita quello della banca.
- Truffa Poste Italiane: “Il trasferimento di 980,00 euro è in fase di approvazione. Se non sei stato tu, chiama il servizio clienti ALLERT: 392…”. Messaggi con mittente “PosteInfo” che non è un canale ufficiale.
- Finti SMS INPS: “Aggiorna il tuo profilo per continuare a ricevere i pagamenti”. Il link rimanda a un sito fraudolento che imita il portale INPS.
Regola d’oro: non rispondere, non cliccare, non chiamare. Ogni interazione aumenta il rischio di furto di dati e denaro.
Se vuoi ricevere informazioni veritiere, rivolgiti direttamente al tuo operatore, alla tua banca o verifica direttamente i tuoi acquisti tramite le app che utilizzi.
Registrarsi al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO)
Il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) è un servizio gratuito che consente di revocare il consenso al telemarketing. La registrazione può avvenire online, via telefono o raccomandata. Una volta iscritti, gli operatori sono obbligati a escludere il numero dalle loro liste.
Il RPO non elimina tutte le chiamate (restano quelle di aziende con cui si ha un contratto attivo), ma rappresenta un baluardo giuridico: contattare un cittadino iscritto senza titolo costituisce violazione della normativa sulla privacy, con possibilità di segnalazione al Garante.
Tutela legale e istituzionale
- Segnalazione al Garante per la Privacy per violazioni del consenso.
- Denuncia alla Polizia Postale per molestie o truffe conclamate.
- Diffida formale alle società che insistono con pratiche scorrette.
- Tutela risarcitoria nei casi più gravi.
Consigli pratici per i cittadini
- Non fornire mai dati sensibili al telefono o via SMS.
- Verificare sempre l’identità dell’interlocutore.
- Documentare chiamate e messaggi sospetti.
- Sensibilizzare familiari e amici.
Conclusione
La difesa dalle truffe telefoniche e via SMS è un dovere civico oltre che un diritto individuale. Ogni cittadino, attraverso comportamenti prudenti e segnalazioni tempestive, contribuisce a limitare il fenomeno e a rafforzare la tutela della comunità.
Francesco Paolo Cinquemani
*avvocato
