Sinner e la coppa…del nonno.

Sinner e la coppa…del nonno.

 

L’altro giorno mi è capitato di vedere alla Tv un servizio sulla vittoria degli internazionali di Roma del sudtirolese (di S. Candido, ai confini con l’Austria, appunto per noi altoatesino, per loro, di madrelingua tedesca, sudtirolesi): Jannik Sinner.

Avevo letto che se avesse vinto la gara di tennis a Roma, lo avrebbe premiato quel monumento vivente del tennis italiano, che risponde al nome (e cognome) di Adriano Panatta, che, come è noto, nel 1976 vinse gli internazionali di Roma e anche  il Roland Garros, a Parigi.

Quindi pareva assolutamente lineare, trasparente e doveroso: che, in caso di vittoria di Sinner, fosse Panatta a consegnare il trofeo a Sinner, a distanza di “appena” 50 anni dal trionfo del tennista romano, noto peraltro per il suo carattere molto alla mano, senza tanti fronzoli e cose dette, senza “necessariamente” essere politicamente corrette.

Premesso doverosamente quanto sopra, senno’ non si capisce quello che voglio dire: vedo nel servizio Tv di cui sopra, che la coppa della gara vinta da Sinner, gli viene consegnata “brevi manu” non da Panatta, ma da un signore accanto a lui nel terreno di gioco. Un vecchietto dai capelli bianchi e con gli occhiali e che non avevo minimamente riconosciuto (sapete, so’ cecato).

Ebbene, il vecchietto, allineato sul terreno di gioco con gli altri responsabili del tennis italiano, era, come lo ha chiamato Sinner: “il Sig. Mattarella”.

Accanto al Sig. Mattarella, c’era Panatta, che aveva un viso che esprimeva tutto il suo “amore” verso la politica, e che poverino, conoscendo il suo carattere, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco.

Io mi stavo quasi mettendo a piangere davanti alla Tv. Mio Dio! Ma cosa c’entra “il Sig. Mattarella” con il tennis? E poi da quando in qua, un presidente della Repubblica “scende” (dipende da dove “parte”) in campo a premiare un giocatore di tennis?

Giuro, mi sono sentito quasi male io da casa, e immagino come si dovesse sentire Panatta, durante “lo scippo”.

Dice: ma è un onore, bla bla bla… In verità quando l’Italia vinse i campionati del mondo nel 1982 fu premiata certo da Re Juan Carlos: ma i giocatori salirono in tribuna e furono premiati dal Re, con la coppa e le medaglie, con accanto quel Grande, indimenticato, indimenticabile, insuperabile Uomo e Presidente della Repubblica, che era: Alessandro Pertini. Mica pizza e fichi.

Ad onor del vero, durante il servizio Tv, ho intravisto un tipo che, prima della premiazione, parlottava in tribuna con “il Sig. Mattarella”, e si intuisce che gli deve avere fatto la proposta di “scendere” in campo.

Quindi se le cose stanno come si è intuito in Tv, “il Sig. Mattarella” ha una attenuante: è troppo buono. A lui quando chiedono una “Grazia”, non sa dire di no.

Ah! Signora mia, evviva la coppa del nonno!

Massimo Piccolo

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