La Meloni, Houston, e…Padre Pio.

La Meloni, Houston, e…Padre Pio.

 

Dopo le elezioni della Sassonia-Anhalt, nelle quali il partito AfD è arrivato alla percentuale del 43,8 dei voti, pare che da Palazzo Chigi si sia sentita una voce che chiedeva aiuto al centro di controllo di Houston (Texas): “Houston, abbiamo un problema!”.

A parte gli scherzi, la presidente del consiglio si trova in un vicolo cieco. Ha un grossissimo problema. Oramai Vannacci è in rampa di lancio, e i gradi del lancio, si alzano ogni giorno che passa, e lo farà volare molto in alto nei sondaggi.

Il Problema della Meloni, come ho già scritto tempo fa, è che non può dire che Vannacci sbaglia. Perché ciò che dice Vannacci sono le stesse (o quasi) cose che diceva lei e soprattutto Salvini prima delle elezioni del 2022. Salvo disattenderle dopo che è andata a Palazzo Chigi, dove come è noto, c’è una “stanza segreta” dove tutti i presidenti del consiglio entrano “incendiari” ed escono…“pompieri”.

E’ ciò che è accaduto a Di Maio (all’epoca, il vero capo dei 5S), che voleva addirittura la messa in stato d’accusa di quel pover’uomo del fratello di Pier Santi Mattarella.

Del Conte Max non si conoscono le proprie idee, visto che è stato un “presidente per caso”, “nominato” da Di Maio e Grillo, salvo asfaltarli e prendere le redini dei 5S durante e dopo Draghistan.

In definitiva, la Meloni vuole i voti di Vannacci, ma non lo vuole al governo con lei, poiché ne rimarrebbe ”prigioniera”. Come fare? Dal cappello a cilindro di Palazzo Chigi, stanno cercando la soluzione in una “mefistofelica” legge elettorale che in un colpo solo dovrebbe neutralizzare il campo largo con la formula che si deve mettere il capo della coalizione nella scheda elettorale e/o fare il ballottaggio per neutralizzare Vannacci.

Dulcis in fundo la quota per avere il premio di coalizione si abbassa ogni giorno che passa (43, 42, 41…), ad libitum sondaggi. E poi secondo me, c’entrano pure i…cambiamenti climatici.

La morale della favola, è che, a parer mio, la Meloni andrà alle urne in primavera per un paio di motivi. Il primo, è che ogni giorno che passa, Vannacci “lievita” nei sondaggi; che secondo me, i sondaggi su Vannacci lo tengono “basso” per non influenzare l’elettore. Ricordate che i 5S (nel 2018) li davano al 26 per cento e invece presero il 33 per cento?

Il secondo motivo è economico. Non mi dilungo per non annoiare. Dico solo che se si vota in primavera, e vince, la Meloni poi può fare una “finanziaria” 2028 lacrime e sangue. Tanto le elezioni 2027, ormai le ha “svoltate”. Se perde, lascia la patata bollente della finanziaria 2028 a chi vincerà.

Insomma, la nostra “influencer”, come la chiama Renzi (senti chi parla), è in un vicolo cieco. Perché, alla fine può fare tutte le leggi elettorali che vuole; interpellare pure mago Merlino, ma se se la gente vota Vannacci in massa, soprattutto “i non votanti” precedenti, come in Sassonia (ha votato il 40 per cento in più delle precedenti elezioni), e se nel 2027 in Italia votasse il 40 per cento in più e dovessero andare tutti a Vannacci: la Meloni mi pare difficile che riesca a prendere i voti di Vannacci, senza Vannacci. Capito mi hai?

Ah! Signora mia, Più che a Houston si dovrebbe interpellare…Padre Pio.

Massimo Piccolo

Testo soggetto a Copyright