STATI GENERALI DELL’ISTRUZIONE –  LUCA ABETE A PALERMO

STATI GENERALI DELL’ISTRUZIONE – LUCA ABETE A PALERMO

Palermo, 15 ottobre 2026 – «Continuiamo a chiederci come trattenere i giovani, quando forse dovremmo domandarci come costruire territori capaci di meritare il loro talento».

È uno dei messaggi lanciati ieri ed oggi da Luca Abete agli Stati Generali dell’Istruzione “La Sicilia fa Scuola”, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo; due giorni dedicati al presente e al futuro della scuola che coinvolge oltre 4.000 partecipanti, quasi 3.000 studenti e più di 200 istituti provenienti da tutta l’Isola.

Comunicatore, autore e inviato televisivo, Abete ha portato sul palco dello Spazio ZAC – Arena l’esperienza maturata in dodici anni di #NonCiFermaNessuno, la campagna sociale con cui ha incontrato oltre 100.000 studenti nelle università italiane, trasformando il confronto con le nuove generazioni in un osservatorio permanente sulle loro paure, aspirazioni, difficoltà e aspettative.

Un’esperienza che a Palermo ha scelto di condividere anche con alcuni studenti universitari siciliani incontrati negli anni durante il tour: storie di cadute, cambi di direzione e ripartenze restituite oggi a ragazzi più giovani, creando idealmente un ponte tra scuola, università e futuro. 

«Dal 2014 incontro gli studenti e una cosa l’ho capita: ai giovani non servono né sconti né sermoni. Servono opportunità, strumenti e adulti credibili. Al Sud questa sfida pesa ancora di più: partire deve essere una possibilità, non una necessità; restare non può diventare un atto eroico. Continuiamo a chiederci come trattenere i giovani, ma le persone non vanno trattenute. Dovremmo piuttosto costruire territori capaci di meritare il loro talento. E la scuola è il primo grande cantiere di questa trasformazione: deve preparare ragazzi capaci di andare ovunque e, allo stesso tempo, contribuire a creare luoghi nei quali valga la pena tornare».

Una riflessione che parte dalla Sicilia ma che Abete allarga al sistema educativo nazionale e, soprattutto, alla responsabilità del mondo adulto.

«Parliamo continuamente di ragazzi disorientati, ma dovremmo domandarci quanto siano orientati gli adulti che hanno il compito di accompagnarli. Non possiamo consegnare ai giovani mappe vecchie e poi rimproverarli perché non trovano la strada. La scuola oggi non può limitarsi a trasferire conoscenze: deve allenare alla scelta, alla consapevolezza, alla capacità di attraversare anche l’incertezza».

È anche il terreno sul quale si muove l’edizione 2026 di #NonCiFermaNessuno, costruita intorno al claim «Dimmi davvero come stai?»: un invito a superare risposte automatiche e narrazioni perfette per restituire spazio all’ascolto, alla sincerità e al confronto tra generazioni. Non sono mancati infatti gli interventi di studenti e docenti presenti agli appuntamenti con Abete, che hanno apprezzato il format ed apportato ulteriore linfa ai due talk.

Per Abete, tuttavia, parlare di difficoltà e resilienza comporta anche il rischio di scaricare sui ragazzi il peso di problemi che non dipendono soltanto da loro.

«Abbiamo raccontato per anni la resilienza come una qualità straordinaria dei giovani. Lo è. Ma non può diventare un alibi. Se chiediamo continuamente ai ragazzi di imparare a resistere, senza domandarci cosa possiamo cambiare noi per rendere meno accidentato il loro percorso, abbiamo perso il senso della parola educare. C’è una cosa che dobbiamo smettere di fare: celebrare la resilienza dei ragazzi per giustificare l’immobilità degli adulti».

Gli Stati Generali dell’Istruzione hanno riunito a Palermo studenti, docenti, dirigenti scolastici, ricercatori, istituzioni e protagonisti del mondo della comunicazione e della cultura. La manifestazione è promossa dall’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e INDIRE.

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