Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad eventi ai quali non eravamo abituati e forse nemmeno pronti. In tutta l’Italia, e non solo, si stanno svolgendo manifestazioni contro le problematiche che riguardano il nostro Paese e la società in cui viviamo. Scendere in piazza è diventato uno dei pochi strumenti che ci restano per cercare di salvare il nostro futuro, o meglio ricostruircene uno migliore. Tra chi manifesta ci sono tanti ragazzi come me, cresciuti con l’idea di sacrificare il presente studiando, investendo tempo e denaro, rinunciando a qualcosa oggi per avere un futuro migliore domani. Ma ad oggi penso che non si può chiedere ad una generazione di sacrificare il presente in nome di un futuro così incerto, con lavori che non garantiscono più l’indipendenza e la realizzazione dei propri desideri, facendo i conti con stipendi bassi, affitti alti e possibilità che scompaiono davanti ai nostri occhi. Eppure, quando si parla di noi giovani, veniamo spesso accusati di non avere voglia di fare, di non metterci in gioco e di pretendere troppo senza prendere in considerazione che molte volte non manca la volontà, ma opportunità concrete e che ci ripaghino dell’impegno e sacrificio fatto precedentemente, senza doverci accontentare.
Luana Bianco
