La Costituzione…fino a un certo punto.

La Costituzione…fino a un certo punto.

 

Nei giorni scorsi la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, in merito alle proteste degli autotrasportatori, ha deliberato che <<appare indispensabile adottare con la massima urgenza misure in grado di assicurare l’immediata ripresa degli approvvigionamenti di beni di prima necessità e farmaci alla cittadinanza e di carburante alla rete di pubblica distribuzione>>.

Inoltre, poiché con questi scioperi c’è <<il fondato pericolo di pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati>>, allora la Commissione ha chiesto alle autorità territoriali, per il tramite del ministro (diciamo) dei trasporti <<di proporre alle medesime Autorità di ordinare l’immediata cessazione dei blocchi stradali nei confronti dei singoli aderenti alle azioni collettive in corso>>.

Ecco, non mi dilungo, ma <<col permesso della Corte>>, mi sorge spontanea una domanda: ma come mai questi difensori dei diritti delle persone, costituzionalmente garantiti, non fanno qualcosa anche per il diritto alla salute (art. 32 della Cost.) delle persone che non hanno soldi per la sanità privata, e devono attendere anni prima di una visita in una struttura pubblica?

Salvo che i tumori non aspettano… e la gente muore. Si capisce.

Dove sono le “delibere” di un qualche “uomo” qualsiasi delle istituzioni, o commissione che sia, che tuteli la salute (bene primario) anche di questi sventurati cittadini italiani?

Come mai non si obbligano “le autorità” (magari anche qualche uomo di legge…) a rendere effettivo questo diritto?

Parafrasando il nostro prestigioso ministro degli esteri (Tajani), il quale è il degno paradigma del <<politicus italianus>>, mi verrebbe da dire che la Costituzione si applica <<fino a un certo punto>>.

Ah! Signora mia. Siamo perduti.

Massimo Piccolo

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