Ma cosa c’è dietro il successo virale di questa “pseudo” arte informatica? In che maniera quest’app coinvolgente e assuefattiva ha cambiato il nostro modo di comunicare, in particolare per i nativi digitali, essendo un nuovo motore di ricerca? Si tratta di una famosa piattaforma cinese “personalizzata”, gestita da un algoritmo di intelligenza artificiale che, dopo aver intuito i gusti di chi guarda, propone con un flusso continuo video brevi, maggiorati con musica, filtri, effetti speciali, adesivi e testi, i cui contenuti circolano in rete, in modo capillare e immediato, indipendentemente dalla loro veridicità. Quali sono i rischi per i minori e per i giovani, vulnerabili per la loro età? In una società in cui ci sono voragini di solitudine profonda, causati dal ruolo, pressappoco, “destrutturante” dei genitori, della scuola, delle agenzie educative, nonchè dall’orizzontalizzazione” delle relazioni, dalla frammentazione dei confini e dalla perdita di autorevolezza, il pericolo è che questo social network possa trasformarsi in una potenziale esplosiva “arma cognitiva”. Spetta agli adulti orientare le nuove generazioni verso un uso consapevole e critico delle variegate risorse dei media.
di Rosanna Travascia
