Oggi 5 maggio. Le reminescenze scolastiche mi portano a pensare a “Lui”, al quale Manzoni dedicò un’ immortale poesia, “Il Cinquel Maggio”: “Ei fu.”.
Mi auguro che per il protagonista della vicenda che segue non sia di cattivo auspicio: “Ai posteri…”. Ma veniamo al fatto. Ad un certo punto You tube mi notifica un video di una commissione parlamentare. Sapete com’è, gli algoritmi ti notificano video affini a quello che vedi e ascolti di solito.
Non capisco subito di che si tratta, e appena clicco sul play, mi rendo conto che é l’immagine di una inquadratura fissa sul tavolo della presidenza di una Commissione parlamentare d’inchiesta del Parlamento italiano, durante una seduta.
Comincio ad ascoltare il video, che dura 20 minuti, e ascolto un “multi-dialogo” che più di una commissione, pare trattarsi di un’opera teatrale. Vi giuro: meglio di Ficarra e Picone. Praticamente un “multi-dialogo tra sordi”, con una prosa tutta “salemelecchi e distintivo”, dove Pirandello farebbe la figura di un dilettante.
Davvero non credevo ai miei occhi e orecchie. D’istinto vorrei raccontarvelo, ma mi esimo da solo, dal farlo, per non togliere al cortese lettore il “piacere” dell’ascolto delle vive voci dei protagonisti, e che raccomando al medesimo di ascoltare il video dall’inizio alla fine. Praticamente una “Pièce” teatrale di lusso.
In breve. C’è un parlamentare componente della commissione medesima, che vuole dare un “contributo” alla stessa nel merito dell’oggetto dell’inchiesta di che trattasi, poiché lui conosce i fatti, per ragioni del suo ufficio. E quindi potrebbe dare un utile contributo alla conoscenza delle dinamiche occorse a suo tempo.
Durante una fase dei lavori della commissione egli legge una sua lettera al presidente della medesima, per dire che è disponibile a farsi “audire”. Ma mentre inizia a parlare, e ad illustrare la lettera al presidente, si accorge che la commissione è in “diretta streaming”, e chiede se si può evitare. Ma si accorge subito che la sua richiesta potrebbe essere strumentalizzata (suppongo io), e alla fine, dice che va bene lo stesso…
Precisa inoltre, che siccome per essere audito, si dovrebbe dimettere (come da normativa vigente), e lui afferma che non ha nessuna intenzione di dimettersi; precisa altresì che eventualmente vorrebbe/potrebbe concordare di essere audito “informalmente” (qualunque cosa significhi, ammesso che sia possibile – sempre ad apprezzamento, pare, del presidente della Commissione -).
Inoltre dice che ha scritto ai presidenti di Camera e Senato per dare la propria disponibilità ad essere audito. Ma siccome trattasi di una cosa non prevista dalla normativa parlamentare, gli stessi (presidenti) ancora non gli hanno risposto e lui quindi va in giro a smentire coloro che invece gli dicono che non vuole presentarsi in commissione per essere audito; perché lui la disponibilità l’ha data, ma se non gli garantiscono che possa restare in commissione, e per giunta ascoltato “nello stretto perimetro…”, di essere audito: non se ne parla proprio. Praticamente una vicenda pirandelliana.
Bene. Se siete ancora vivi, ora viene il bello. Ho cercato di essere stringato ma vi assicuro che questi 20 minuti mi ricordano il film di Woody Allen, mi pare “Manhattan”, con Diane Keaton, dove c’è il famoso dialogo fra lei e Woody Allen, con il sonoro che dice una cosa, e i sottotitoli che evidenziano il retropensiero dietro le schermaglie lessicali. Un capolavoro. Per non parlare delle mitiche opere teatrali appunto di Pirandello.
Tornando al nostro parlamentare, possiamo dire che praticamente Egli é vittima del “comma 22”. Che in realtà non esiste, ed è stato inventato da uno scrittore (ex aviatore Usa della 2^ guerra mondiale), per descrivere la follia di alcuni regolamenti militari cervellotici.
Nel suo libro/romanzo “Catch 22”, Joseph Heller descrive in effetti la sua esperienza nell’aviazione Usa, e fa un paradosso. In pratica, se durante la guerra non volevi fare l’aviatore, ai sensi del comma 21 del regolamento (ipotetico), potevi fare la richiesta di esonero, perché eri “pazzo”; ma il comma successivo, appunto il 22, diceva che se facevi la domanda di esonero, allora non eri pazzo.
Il nostro povero parlamentare, si trova nella stessa situazione, vuole testimoniare, ma se testimonia si deve dimettere da componente della commissione: ma lui non si vuole dimettere. Ma vuole testimoniare, ma se testimoniare si deve dimettere…(periodico)…
Bene, mi fermo qui. Dico solo che per vedere questi 20 minuti, bisognerebbe pagare il biglietto. Un “multi-dialogo fra sordi”: davvero surreale. In quanto, anche se con eleganti gentilezze lessicali, si intuisce (almeno io, ma mi posso sbagliare, ovviamente) un malcelato retropensiero (alla Woody Allen) di una delle parti in causa: “Prima o poi da qua devi passare”.
Dimenticavo. Ho controllato il canale you tube, ed è vero, esiste. Si tratta del canale parlamentare “AgenParl” (Agenzia stampa parlamentare italiana), che, come leggo nella descrizione, è un canale che è “una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e approfondimenti originali”.
Finisco col riferire che il parlamentare che “vuole essere audito”, si capisce dal tono ma anche dalle sue affermazioni, tiene moltissimo ad essere componente di questa commissione, e di dimettersi non ci pensa proprio.
Lo dice lui con una “rallentata veemenza”, pur con l’eloquio apparentemente tranquillo.
Certo, la domanda sorge spontanea: ma perché Egli tiene tanto a far parte della commissione? Anche a costo di non dare il suo personale e “utile” contributo per capire i fatti oggetto della commissione? Ai Posteri l’ardua sentenza.
A questo punto, siccome io sono buono, mi corre l’obbligo di far godere dello spettacolo anche il cortese lettore, pertanto in calce incollo il link con il quale ci si potrà godere lo spettacolo.
Vi prego solo di guardare il video con spirito critico e senza pregiudizi. Guardare i fatti, e fatevi un’opinione vostra. Non fatevi condizionare dal “tifo” politico.
Inutile dire che mi sono iscritto al canale you tube. Già mi pregusto altri…spettacoli.
Vuoi mettere il divertimento?
Signora mia, che dire: meglio (di) Woody Allen e Pirandello (a scelta del lettore).
Massimo Piccolo
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- (Il surreale video della seduta)
https://www.youtube.com/watch?v=mF3qY0pNhHY
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