Da diversi giorni, In merito al caso del gioielliere Roggeri, condannato dalla “Giustizia” italiana a 14 anni e 9 mesi, i mezzi d’informazione (molto mezzi), “pullulano” di molti giuristi “alle vongole”, giornalisti “alle cozze”, e una varia “grigliata mista” di opinionisti.
E’ difficile esprimere un’opinione in merito a questo caso. Perché con la faziosità e il paraculismo dei sopraddetti, e…dell’ ”l’intendenza”, che… “seguirà” (Charles De Gaulle, dixit), è davvero difficile esprimere una opinione e cercare di ragionare sul merito della questione.
E’ tutto un: “lasciamo fare ai magistrati”, “la reazione è stata sproporzionata”, bla bla bla. Insomma, è tutto un pestare acqua nel mortaio, stando bene attenti a essere “sempre in linea”…
Ora, rispetto alla questione della proporzionalità della reazione della vittima, e cioè del gioielliere: essa è un “non sense”. Mi spiego meglio. Proporzionalità ci dice la “3cani”, che essa è una: “relazione che sussiste tra due grandezze variabili x e y”.
Nei fatti, se tu mi attacchi con una pistola, io ti posso rispondere, in maniera legittima, con altra pistola, non certo con un carro armato. Ma questo lo posso fare se l’aggredito e l’aggressore (qui Putin non c’entra…) hanno una concomitanza temporale. Tipo il duello dei film western.
Ma se tu aggressore ti introduci di notte (o in altro orario) con una pistola nella mia dimora privata o professionale, e mi tieni in ostaggio, magari violentando e aggredendo i miei familiari, io non è che ho la pistola in tasca, la tengo certamente non a portata di mano. Ergo, io sono svantaggiato rispetto all’aggressore cha ha invece la pistola in mano.
Quindi come faccio a reagire? Se non ho nulla in mano? Quando l’aggressore (se sono fortunato, e non mi uccide) se ne va, ho il tempo di prendere la pistola e “reagire proporzionalmente”. Cioè prendo la pistola e lo inseguo. In fondo pure lui ha una pistola e mi può sparare. Che ne so io se ha una pistola giocattolo?
E se poi ritorna per “darmi il resto” come accade spesso fra giovani che, per futili motivi litigano e poi in genere l’aggressore torna con i “riforzi” e uccide il malcapitato aggredito?
Quindi tutta questa manfrina sulla “proporzionalità” è una di quelle cose che sono irrealizzabili. A meno che uno non cammini con la pistola alla cintura, e sempre che abbia il tempo di utilizzarla.
Al massimo potremmo parlare di proporzionalità differita. D’altronde non c’è l’arresto in flagranza differita?
La verità è che chi decide a tavolino e/o blatera dietro un microfono, lo vorrei vedere al posto del malcapitato di turno.
Ho visto un video di una precedente rapina al gioielliere Roggero, dove si vede che i rapinatori lo hanno massacrato di botte. Vorrei vedere tutte queste anime belle, che blaterano di “proporzionalità”, come si sentirebbero dopo una esperienza traumatica come quella subita dal Roggero e famiglia.
Signora mia, stia attenta! Come dice? Ah! Lei non ha una gioielleria? Bene, meglio per lei...
Massimo Piccolo
