La Meloni? Con il campo largo, diventerà bisnonna…

La Meloni? Con il campo largo, diventerà bisnonna…

 

Come è noto, alle recentissime parziali elezioni amministrative, la mosca cocchiera del referendum di qualche settimana fa: ha sbattuto di brutto. Chi sia la mosca cocchiera referendaria, non faccio neanche la fatica di scriverlo. Troppo facile.

Invero, molto tempo fa, prendendo a prestito una famosa frase di Nanni Moretti, scrissi che “con questa dirigenza” (Pd-campo largo-larghissimo-amen), la Meloni diventerà nonna a Palazzo Chigi.

Ma questo non lo dico io, lo disse Albert Einstein, con altre parole: “Follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi”. In verità, pare che questa frase, attribuita al geniale fisico, sia invece ricompresa nel libro della scrittrice Rita Mae Brown, “Sudden Death”, 1983.

Che voglio dire. Voglio dire che ormai da ben 4 anni, il “campo largo”, i “progressisti”, qualsiasi cosa voglia dire: ripetono ossessivamente supercazzole programmatiche che di fattuale, inteso come proposte “propositive” per risolvere i problemi dei cittadini, non hanno nulla.

Questi signori e signore, continuano imperterriti a “fare sempre la stessa cosa…” (v. sopra), ossia, criticare il governo pure se respira, senza un minimo di lucidità politica propositiva, se non quella di dire sempre che “siamo pronti”. E si udì un monello dal fondo della stanza che disse: a fare che?

Appunto, a fare che. Se non fossero “folli” einsteinianamente parlando, si dovrebbero sedere attorno ad un tavolo, o un letto, o un qualsiasi mobile di loro gradimento, e cominciare a scrivere delle proposte e poi mettersi d’accordo su un qualcosa.

Andare in Tv e dire, cari connazionali, noi vogliamo fare queste 4 cose (3 è banale). Votateci, e noi vi stupiremo.

Invece che fanno? Sempre la stessa cosa da 4 anni. Cioé: niente.

Già immagino il lettore che la sa lunga, che stia pensando che chi scrive sia meloniano/di destra/governativo/bla bla bla. Nossignore. Egli (chi scrive) usa il buon senso e lo spirito critico che il “folle” (a proposito di follie) periodo covidizzatore/normalizzatore, non è riuscito ad intaccare minimanente, e quindi riesce (ancora) a vedere le cose per come sono, e dice che: che il Re è nudo.

Ma voglio stupire il lettore che la sa lunga, nel senso che parlo a favore del Conte-1. Nel Governo appunto del Conte-1, successe una cosa che era una mia idea di buon senso (copioni): Di Maio e Salvini (non li commento), fecero una cosa appunto di buon senso. Si misero a scrivere un vero contratto su che cosa dovevano fare, governarono, e misero in atto quello che scrissero nel contratto.

Poi si persero per strada, Ma non entro neanche nel merito. Ormai è storia. Ma come si può dire che era una cosa sbagliata. Era una cosa sacrosanta.

Infine due parole sui famosi “cacicchi” che hanno vinto. Cito solo De Luca e Crisafulli.

Quelli che chiamano spregiativamente “cacicchi”, sono invece i politici più democratici, e più vicini all’elettore. Infatti Questi politici stile prima Repubblica, risolvono i problemi della povera gente, che poi li legittimano a amministrare/governare, con il loro voto.

Invece, i leader o pseudo tali, invece di risolvere i problemi della gente, che appunto non li vota più, risolvono “ben altri” problemi, a ben altra “gente” (diciamo).

Secondo voi perché hanno tolto le preferenze alle elezioni politiche? Ma proprio per togliere il potere dei cacicchi, che, forti dei propri voti potevano “dissentire” dal leader di turno, che imponeva loro di votare qualcosa a favore di “ben altra gente”.

Et voilà, nonostante il referendum di Mariotto Segni del 1991, che aboliva le preferenze multiple, ma non le preferenze in quanto tali, in quanto restava la preferenza unica, indovinate chi abolì definitivamente le preferenze uniche, scippando agli italiani il diritto di scegliere i…”cacicci”?

Ebbene, con una legge del 1993, un insospettabile e mite uomo politico abolì le preferenze con questa motivazione: “La preferenza è un istituto su cui si è sedimentato giustamente un giudizio negativo che ha a che fare con i rischi di corruzione e di confusione della campagna elettorale (ndr, i cacicchi)”. Invece la lista bloccata “si pone nella nella stessa logica del sistema uninominale“, perché gli elettori “sanno chi verrà eletto”.

Praticamente, se tu vuoi votare con la preferenza chi pare a te, il “partito” ti mette 3 nomi in lista, e siccome sono pochi, tu sai che saranno loro ad essere eletti.

Questa è stata la stessa motivazione, con la quale Corte Costituzionale, interpellata in merito, certificò la “costituzionalità” di questo vero e proprio tradimento agli elettori.

Il fatto che l’elettore fosse stato scippato della possibilità di scelta del suo  rappresentante, e non quello del partito, pare non interessasse a nessuno degli uomini delle istituzioni, che invece hanno fatto le barricate quando si è trattato del recente referendum…

Ah! Volete sapere il nome del mite uomo politico che abolì le preferenze? Ve lo dico subito: il fratello di Pier Santi Mattarella. Amen.

Ah! Signora mia, non ci sono più i fratelli di una volta…

Massimo Piccolo

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