Gli arbitri, i magistrati, e…”le correnti zonali”.

Gli arbitri, i magistrati, e…”le correnti zonali”.

 

L’AIA, Associazione italiana arbitri, come è noto, è l’associazione che, all’interno della  Figc (federaz. italiana giuoco calcio) si occupa del reclutamento, della formazione e della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani.

Ora, immaginate per un attimo, che all’interno di questa associazione, comprendente appunto tutti gli arbitri, si formino delle “correnti” organizzate, interne all’associazione medesima (corrente A, B, ecc…), che si caratterizzino per il loro orientamento prettamente “ideale”, di preferenze per il tipo di gioco che fanno le squadre di calcio; squadre che giocano a “zona”, a “uomo”, ecc… Così, per puro diletto.

Implicitamente, se il Milan gioca a “zona” e la juve gioca a “uomo”, ipso facto, ogni arbitro, iscritto a una corrente, che sia a zona o a uomo, avrà inevitabilmente un diverso approccio nel valutare le fasi di gara, in dipendenza appunto, della sua appartenenza alle correnti citate, e alle squadre degli incontri che si trova a dover dirigere.

Ciò, ovviamente in modo del tutto inconsapevole, per carità. Ma gli arbitri sono pur sempre uomini, con le loro pulsioni, passioni, ecc… Non sono marziani.

Il regolamento AIA, all’art. 40, comma 4, lett. g), recita:

  • Agli arbitri è fatto divieto:

… g) di svolgere attività o propaganda politica nell’ambito federale e associativo;

Domanda: Come mai?

Per le ovvie ragioni che un arbitro possa essere condizionato da logiche di appartenenza politiche che ne alterino la sua figura di imparzialità nel dirigere una partita di calcio.

Per non parlare del fatto che i designatori arbitrali possono “indirettamente” anch’essi essere condizionati dal designare l’arbitro Tizio per un incontro, o per tal altro, in base appunto al loro (designatori e arbitri) orientamento politico.

Ora, nell’articolo 40 sopra citato, non si riscontra il divieto agli arbitri di associarsi, innocentemente e per diletto, in “correnti zonali” che “simpatizzano” per squadre che giocano a “uomo” o a “zona”. Eppure che io sappia questo tipo di correnti (zona o uomo), non mi pare esistano fra gli arbitri appartenenti all’AIA.

Ovviamente la mia è una ipotesi scolastica. Ma semplicemente il buon senso impedisce agli arbitri di porre in essere tali “correnti”.

L’altro giorno, in una chiacchierata con un amico arbitro di calcio, durante la medesima, è venuto fuori l’annoso problema della “politicizzazione” di “una parte” della magistratura.

Ciò appunto paragonando l’AIA,  all’Anm (ass. naz. Magistr.), e, come usa dire, volendo  spaccare il capello in 4, ci è venuto in mente che anche i magistrati devono apparire imparziali.

Solo che gli arbitri, come sopra illustrato, non hanno correnti organizzate, “a zona” o “a uomo”, viceversa i magistrati sì (si chiamano con altri nomi, ma sono pur sempre “correnti zonali” organizzate, per diversi “ideali/opinioni”).

E quindi ci è sorta spontanea la legittima domanda, se per i meccanismi di cui sopra,  un magistrato iscritto ad una corrente zonale possa “apparire” imparziale, rispetto ad una fattispecie di che trattasi, in presenza di attori contrari a quella o a tal altra corrente.

Come è noto, infatti, le correnti della magistratura, pur non essendo connotate come partiti politici, hanno nel loro seno, degli orientamenti politici. Ciò, come peraltro hanno i sindacati; che non hanno connotazione politica esplicita, ma nel loro seno notoriamente sì.

E quindi che si fa?

Dalla lettura della normativa vigente, effettivamente la domanda sull’”apparizione” di imparzialità del magistrato, non risulta peregrina, rispetto agli arbitri.

Ora, la Costituzione italiana, all’art. 98, dice che “Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati.

E infatti, la legge (che non fa divieto…), più propriamente il vigente Decreto legislativo n. 109 del 23-02-2006,

all’art. 3, comma 1, recita:

 > 1. Costituiscono illeciti disciplinari al di fuori dell’esercizio delle funzioni:

….

  1. h) l’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici ovvero il coinvolgimento nelle attività di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l’esercizio delle funzioni o comunque compromettere l’immagine del magistrato.

….

Domanda da un milione di dollari: Ma come è possibile che gli arbitri non abbiano nel loro seno ideali “correnti zonali”, ed invece esistano nella magistratura?

Ah! Signora mia, era meglio morire da piccoli (o da Piccolo?).

E, come direbbe il mio amico: “Ai poster l’ardua sentenza.”

Massimo Piccolo

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