Oggi si soffre di più per vari fattori sociali, biologici ecc. In passato tutto questo è sempre esistito ma è soltanto stato ignorato, nascosto e visto in altri modi.
In passato la fatica era fisica e materiale. Si era anche molto più vicini tra di loro nonostante la povertà. Spesso l’ansia e la depressione venivano definiti come malinconia, stanchezza e senza ricevere un supporto clinico.
Possiamo parlare apertamente oggi di salute mentale riconoscendo delle fragilità che in passato venivano nascoste per vergogna.
Una delle maggiori cause perché siamo sommersi da notifiche, informazioni, flussi continui che non lasciano libera la mente ma in continuo stato di allerta.
Possiamo dire che in positivo abbiamo finalmente dei nomi e delle cure ma allo stesso tempo ieri si viveva meglio in alcuni sensi rispetto ad oggi con varie problematiche che partono da età molto piccole come i neonati.
Ad esempio l’uso dei social media ha scatenato un forte senso di paragone con gli altri, essere sempre giudicati, valutati e visti ognuno superiore all’altro.
Molto spesso si viene definiti deboli e quindi si crea una sorta di isolamento contro il mondo , ma questo è accaduto maggiormente con l’ingresso dell’epidemia il COVID-19 che ha distrutto molti rapporti ed aumentato ancora di più l’uso delle tecnologie. Molti dopo l’epidemia soffrono d’ansia, hanno paura e continuano ad utilizzare tutte le precauzioni che abbiamo utilizzato durante il COVID. Credo fortemente e confido nella scuola dove i ragazzi oltre la famiglia passano molto tempo e di garantire il supporto necessario al fine di non farli sentire mai soli.
